FAQ
- Si tratta di catacombe?
- Perché il sito archeologico è sotterraneo?
- Rue Isabelle è sempre stata voltata?
- Perché il sito non è stato scoperto prima?
- Vi sono ancora vestigia da scoprire?
- Perché si parla talvolta di “Palazzo di Carlo Quinto”?
- Nel 1731, il palazzo si incendiò davvero a seguito della preparazione di marmellata?
Si tratta di catacombe?
No, non si tratta di “catacombe”.
Le catacombe sono spazi sotterranei destinati ad accogliere tombe, quindi una specie di cimitero sotterraneo (come le catacombe di Roma). Gli spazi che formano il sito archeologico del Coudenberg invece, non hanno mai accolto tombe.
Il sito archeologico è composto da cantine di antichi edifici che formavano il palazzo di Bruxelles. Questi spazi continuarono ad essere utilizzati come cantine per nuovi edifici, o furono rinterrati per decenni e riscoperti dagli archeologi in questi ultimi anni.
Perché il sito archeologico è sotterraneo?
L’antico palazzo di Bruxelles fu costruito sul pendio della collina, sul versante orientale della valle della Senna e sul versante meridionale del vallone del Coperbeek. Per compensare le variazioni nel rilievo, e per ancorare le costruzioni alla collina, gli edifici che ospitano la cappella e la grande sala da cerimonia sono stati dotati di uno o due piani di cantine.
Alla fine del XVIII secolo, tutto il quartiere fu livellato per far spazio alla place Royale e agli edifici che la circondano. I piani delle cantine situati sulle pendici della collina furono conservati in particolare per servire da fondamenta alle nuove costruzioni.
Sono proprio questi ambienti già adibiti a cantina che formano oggi il sito archeologico del Coudenberg.
Rue Isabelle è sempre stata voltata?
No. Fino alla fine del XVIII secolo, rue Isabelle era a cielo aperto come tutte le strade della città.
Nella pianificazione della place Royale alla fine del XVIII secolo, un pezzo di rue Isabelle fu assegnata all’abbazia di Grimbergen, che costruì un nuovo edificio in questo luogo. A tal fine, l’abbazia fece costruire muri solidi di fondazione nell’antica strada e fece voltare i nuovi spazi così creati. La strada cessò quindi di esistere per far posto alle cantine dell’hotel di Grimbergen (attuale BIP – Bruxelles Info Place).
Perché il sito non è stato scoperto prima?
Dalla scomparsa del palazzo del Coudenberg sotto l’attuale place Royale alla fine del XVIII secolo, solo qualche storico di Bruxelles continuava a interessarsene. Le visite e gli studi del Comitato della vecchia Bruxelles, la monografia di Paul Saintenoy sulle arti a corte e la ricostruzione parziale del palazzo in occasione dell’Esposizione Universale del 1935, ne sono qualche esempio.
Bisogna aspettare gli anni 1980 perché si svolgano le prime ricerche e i rilevamenti archeologici. Questi saranno seguiti da 25 anni di scavi e di pianificazioni per arrivare al sito archeologico che si può visitare oggi.
Vi sono ancora vestigia da scoprire?
Sì, vi è ancora del potenziale di “scoperta” nel quartiere. E’ molto probabile che gli edifici che formano il palazzo del Coudenberg non siano stati distrutti completamente. E’ verosimile che tronconi di muri e altre vestigia esistano ancora, sepolte negli interrati di place Royale, di place des Palais e dei giardini di palazzo reale, o integrati nelle fondamenta degli edifici che circondano questi spazi.
Ma in assenza di minaccia di distruzione di queste zone in occasione di diversi lavori di pianificazione (parcheggi, distruzione/ricostruzione di edifici, ecc.), non sono previsti nell’immediato nuovi scavi archeologici.
Perché si parla talvolta di “Palazzo di Carlo Quinto”?
I primi spazi riscoperti negli anni 1980 sono gli interrati della cappella del palazzo. La cappella fu costruita durante il regno dell’imperatore Carlo Quinto, nella prima metà del XVI secolo. Quando fu creato un organo di gestione per gestire il nuovo sito archeologico, fu naturale che questa associazione prese il nome di “Palazzo Carlo Quinto”.
Nel 1731, il palazzo si incendiò davvero a seguito della preparazione di marmellata?
No. Si tratta in effetti della versione ufficiale del dramma. La realtà fu un po’ diversa.
Il 3 febbraio 1731, dopo una giornata sfibrante, la governante generale dei Paesi Bassi, Maria- Elisabetta d’Austria, raggiunge i suoi appartamenti nel palazzo di Bruxelles. Presa dal sonno, la sorella dell’imperatore Carlo VI dimentica di far spegnere le candele. In piena notte, si sviluppa il dramma. Il fuoco si propaga ai pannelli in legno e quindi alle stanze adiacenti.
Vengono dati diversi tentativi di spiegazione dagli stessi testimoni del dramma: l’incendio sarebbe iniziato a causa del sommelier, o del confettiere, nelle cucine o ancora nella stanza dell’arciduchessa. Diverse testimonianze precisano che un incendio è iniziato nel laboratorio del confettiere, ma che l’incidente era successo qualche giorno prima e che il fuoco era stato rapidamente domato e spento.
Le conclusioni dell’inchiesta puntano a tutelare la governante, stabilendo che il fuoco, come in tutte le trame classiche, è iniziato nelle cucine. In effetti, leggendo il rapporto di inchiesta, sembra che i testimoni non osassero accusare direttamente la signora Capellini, signora di camera della Governante e sua protetta, ma che la considerassero comunque colpevole. Le conclusioni dell’inchiesta faranno attenzione a proteggere la Governante, stabilendo che il fuoco era iniziato in cucine situate sotto l’appartamento della Governante durante la fabbricazione di marmellata per il grande ballo previsto nel palazzo due giorni più tardi.